Chi gestisce un’azienda e sta valutando di rinnovare un capannone, installare un impianto fotovoltaico, sostituire macchinari o digitalizzare i processi produttivi ha oggi a disposizione due strumenti che, usati insieme, possono ridurre in modo consistente il costo reale dell’investimento: il finanziamento SIMEST per la Transizione Digitale o Ecologica e il nuovo Iperammortamento 2026. Sono due misure diverse per natura — un prestito agevolato con quota a fondo perduto la prima, una maxi-deduzione fiscale la seconda — ma cumulabili sugli stessi costi, nei limiti della spesa effettivamente sostenuta.
In questo articolo vediamo come funzionano, chi può richiederle e quali lavori edili e impiantistici rientrano tra le spese ammissibili. Edil-Casa segue le imprese sia nella realizzazione dei lavori sia nella parte burocratica delle pratiche di accesso.
Cos'è l'Iperammortamento 2026
L’Iperammortamento è stato reintrodotto dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 427-436, L. 199/2025) al posto dei precedenti crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. Il decreto attuativo, firmato da MIMIT e MEF il 7 maggio 2026, è stato pubblicato l’11 giugno 2026 e da allora è possibile presentare domanda sul portale del GSE (dal 12 giugno 2026).
Non si tratta di un credito d’imposta compensabile in F24, ma di una maggiorazione figurativa del costo del bene, valida solo ai fini del calcolo delle quote di ammortamento fiscale (IRES/IRPEF). In pratica, il costo di acquisto viene moltiplicato per una percentuale che varia in base all’importo investito nell’anno:
Su un bene da 200.000 euro rientrante nella prima soglia, ad esempio, la base ammortizzabile sale a 560.000 euro: con un’aliquota IRES al 24% il risparmio fiscale complessivo, distribuito sull’intera vita utile del bene secondo i coefficienti ordinari del TUIR, è di circa 86.400 euro. Il beneficio non è quindi immediato come un credito d’imposta, ma si spalma negli anni.
Cosa rientra nell'agevolazione:
beni materiali 4.0 (Allegato IV): macchinari interconnessi, robotica, sistemi di automazione e movimentazione, dispositivi IoT per il controllo di processo;
beni immateriali 4.0 (Allegato V): software gestionali, piattaforme di cybersecurity industriale, sistemi di analisi dati (i software in abbonamento/SaaS restano esclusi);
impianti per l’autoproduzione da fonti rinnovabili:
fotovoltaico, sistemi di accumulo, solare termico, con producibilità attesa non superiore al 105% del fabbisogno energetico dello stabilimento.
Il decreto attuativo ha inoltre chiarito che le soglie di investimento sono annuali, non cumulate sull’intero triennio 2026-2028, e che dal 27 marzo 2026 (DL 38/2026, art. 7) è caduto il vincolo “Made in UE/SEE” per i beni degli Allegati IV e V, mantenuto solo per i moduli fotovoltaici di categoria b/c dell’elenco ENEA.
La procedura richiede tre comunicazioni obbligatorie al GSE — preventiva, di conferma con acconto minimo del 20%, e di completamento entro il 15 novembre 2028 — a cui si aggiungono comunicazioni periodiche annuali. Per i beni di importo superiore a 300.000 euro è richiesta una perizia tecnica asseverata; per gli importi inferiori è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante. Un aspetto da non sottovalutare: il beneficio presuppone la presenza di utile fiscale, quindi un’impresa in perdita lo riporta agli esercizi successivi.
Cos'è il finanziamento SIMEST Transizione Digitale o Ecologica
SIMEST — società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti — gestisce da anni il Fondo 394/81 a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane. La linea Transizione Digitale o Ecologica finanzia proprio gli investimenti in digitalizzazione ed efficientamento energetico, con un tasso fisso agevolato pari a una quota (10%, 50% o 80%, a scelta) del tasso di riferimento UE, oggi pari allo 0,319%.
Requisiti principali:
- società di capitali con sede legale e operativa in Italia;
- almeno due bilanci depositati relativi a esercizi completi;
- fatturato export pari almeno al 10% (soglia ridotta al 3% per imprese energivore o con percorso certificato di efficientamento energetico, anche per le grandi imprese).
Condizioni economiche:
- durata 6 anni (2 di preammortamento + 4 di rimborso), estendibile a 8 anni per imprese energivore o con interessi negli USA;
- importo massimo pari al minore tra il 35% dei ricavi medi dell’ultimo biennio e il tetto dimensionale: € 500.000 per le micro imprese, € 2,5 milioni per le PMI, € 5 milioni per le altre imprese;
- quota a fondo perduto fino al 20% (fino al 30% per le PMI o per le imprese rientranti nella misura “Energia per la Competitività Internazionale”, attiva dal 25 maggio 2026), con un tetto di € 200.000;
- per le imprese energivore: anticipo alla stipula elevato dal 25% al 50% ed esenzione dalla prestazione di garanzie.
Tra le spese finanziabili rientrano l’efficientamento energetico (relamping, isolamento, recuperi termici), gli impianti fotovoltaici e di accumulo per l’autoconsumo, i sistemi di gestione digitale dei processi (ERP, MES), le certificazioni ambientali e le consulenze tecniche connesse. Gli aiuti sono concessi in regime “de minimis” (Reg. UE 2023/2831), quindi prima di presentare domanda è opportuno verificare il plafond residuo dell’impresa sul triennio scivolante.
Perché conviene combinare le due misure
SIMEST e Iperammortamento agiscono su piani diversi — liquidità immediata (finanziamento + fondo perduto) da un lato, riduzione del carico fiscale distribuita nel tempo dall’altro — e per questo sono cumulabili sugli stessi costi, a condizione che il sostegno complessivo, incluso l’effetto fiscale, non superi la spesa effettivamente sostenuta.
In pratica, un investimento in efficientamento energetico o digitalizzazione può contare su:
- un finanziamento a tasso quasi azzerato per coprire il fabbisogno di cassa;
- una quota non rimborsabile fino al 30% dell’importo finanziato;
- una deduzione fiscale che, nello scaglione fino a 2,5 milioni, arriva a valere il 43,2% del costo del bene.
Per un’impresa che deve comunque affrontare un investimento — un rifacimento dell’involucro edilizio, un nuovo impianto fotovoltaico, l’ammodernamento di una linea produttiva — la combinazione delle due misure riduce in modo significativo il capitale proprio effettivamente impiegato.
I lavori che Edil-Casa può realizzare in questo ambito
Molte delle spese ammissibili a entrambe le misure sono lavori edili e impiantistici che rientrano nell’attività di Edil-Casa:
- installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo per l’autoconsumo aziendale;
- relamping a LED e interventi sugli impianti tecnologici per la riduzione dei consumi;
- predisposizioni impiantistiche funzionali all’interconnessione di macchinari 4.0.
Come muoversi in pratica
La sequenza operativa più efficiente prevede di avviare per prima la domanda SIMEST — l’istruttoria richiede tipicamente 60-90 giorni — e in parallelo predisporre la comunicazione preventiva al GSE per l’Iperammortamento, curando fin dalla fase progettuale la perizia tecnica e la documentazione dei requisiti di interconnessione. È un percorso con più adempimenti tecnici e scadenze da rispettare, motivo per cui viene indicato come pratica di complessità medio-alta da seguire con un supporto qualificato.
Edil-Casa affianca le imprese sia nell’esecuzione dei lavori sia nella predisposizione della documentazione tecnica necessaria per accedere a queste agevolazioni. Se stai valutando un investimento in efficientamento energetico o digitalizzazione della tua azienda, contattaci per una valutazione gratuita del progetto.
Articolo aggiornato ad agosto 2026. Le informazioni su aliquote, requisiti e scadenze hanno carattere informativo: si consiglia di verificare le condizioni aggiornate sui portali ufficiali SIMEST e GSE prima di presentare domanda.
