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Copertura piana con impianto fotovoltaico e sistema impermeabile BROOF (t3) conforme alla normativa antincendio

Fotovoltaico e coperture: cosa prevede la normativa antincendio BROOF

Installare un impianto fotovoltaico sul tetto non è più solo una questione di efficienza energetica: è anche una questione di sicurezza antincendio. Dal luglio 2022 è in vigore in Italia la Regola Tecnica Verticale V.13, che introduce per la prima volta requisiti cogenti di comportamento al fuoco per le coperture degli edifici civili in presenza di impianti fotovoltaici. Nel settembre 2025 i Vigili del Fuoco hanno poi aggiornato le linee guida di settore, alzando ulteriormente l’asticella. In questo articolo spieghiamo cosa cambia, quali classificazioni sono richieste e perché la lana minerale è diventata l’isolante di riferimento per le coperture conformi.

Perché il fotovoltaico cambia le regole del gioco per le coperture

La presenza di pannelli fotovoltaici, impianti solari termici o altri impianti energetici sulla copertura — o in adiacenza ad essa — rappresenta un potenziale rischio di innesco di incendio. I pannelli possono cortocircuitarsi, i cavi deteriorarsi, e in caso di incendio il sistema di copertura diventa la principale via di propagazione delle fiamme verso l’interno dell’edificio.

Per questa ragione la normativa italiana ha introdotto requisiti specifici per l’intera stratigrafia della copertura: dall’isolante termico alla membrana impermeabilizzante, tutto concorre alla classificazione finale di resistenza al fuoco esterno.

Cantiere di rifacimento di una copertura piana con sistema impermeabilizzante

La RTV V.13: la Regola Tecnica che tutti devono conoscere

La presenza di pannelli fotovoltaici, impianti solari termici o altri impianti energetici sulla copertura — o in adiacenza ad essa — rappresenta un potenziale rischio di innesco di incendio. I pannelli possono cortocircuitarsi, i cavi deteriorarsi, e in caso di incendio il sistema di copertura diventa la principale via di propagazione delle fiamme verso l’interno dell’edificio.

Per questa ragione la normativa italiana ha introdotto requisiti specifici per l’intera stratigrafia della copertura: dall’isolante termico alla membrana impermeabilizzante, tutto concorre alla classificazione finale di resistenza al fuoco esterno.

 

La RTV V.13 prevede che le porzioni di copertura interessate dalla presenza di impianti fotovoltaici o altri materiali combustibili debbano possedere almeno una delle due seguenti caratteristiche: classe di comportamento al fuoco esterno BROOF (t2), BROOF (t3) o BROOF (t4), oppure classe di resistenza al fuoco EI 30. Il mancato adeguamento rende l’impianto non conforme alle procedure di prevenzione incendi.

Le classificazioni BROOF: cosa significano davvero

Le classificazioni BROOF identificano le massime prestazioni di un sistema di copertura in caso di incendio esterno. Sono definite dalla norma UNI EN 13501-5 e si va da BROOF (massima prestazione) fino a FROOF (assenza di prestazione). I metodi di prova t1, t2, t3 e t4, definiti dalla UNI CEN/TS 1187, non rappresentano livelli crescenti di prestazione, ma identificano differenti configurazioni di prova per valutare il comportamento al fuoco esterno.

ClassificazioneApplicabilitàIndicazione VVF 2025
BROOF (t2)Storicamente più diffusa, meno restrittiva nella stratigrafiaNon più sufficiente per impianti fotovoltaici
BROOF (t3)Centrale la stratigrafia dell’intero sistema di coperturaPREFERENZIALE per impianti fotovoltaici
BROOF (t4)Indicata principalmente per nuove coperturePREFERENZIALE per impianti fotovoltaici
EI 30Alternativa alla classificazione BROOFAlternativa valida

Le Linee Guida VVF 2025: novità per i progettisti

Il 1° settembre 2025 il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha pubblicato la Linea Guida n. 14030, aggiornando le regole per la progettazione, installazione e manutenzione degli impianti fotovoltaici. Il documento si applica a tutti gli impianti FV ubicati su attività soggette ai procedimenti di prevenzione incendi, incluse le coperture di edifici civili, industriali, commerciali e rurali.

La novità più significativa è che le nuove linee guida indicano come soluzione ordinaria l’impiego di sistemi classificati BROOF (t3) o BROOF (t4), superando di fatto l’utilizzo generalizzato della classe BROOF (t2) precedentemente adottata. Il documento costituisce il riferimento tecnico che i progettisti devono considerare, pur non essendo limitativo delle scelte progettuali.

La classificazione BROOF deve ora riferirsi all’intero sistema di copertura, non al solo manto impermeabilizzante. Questo significa che la scelta dell’isolante termico sottostante diventa determinante per la classificazione finale del sistema e non può essere ignorata in fase progettuale.

Perché la lana minerale è l'isolante di riferimento

La norma tecnica CEN/TS 16459 definisce le modalità di estensione dei risultati delle prove secondo la UNI CEN/TS 1187. Il paragrafo C.3.3 stabilisce che il provino tipico per i test BROOF (t3) su membrane bitume-polimero deve includere uno strato isolante in lana minerale con caratteristiche prestazionali ben definite.

Il superamento di questo test consente di estendere la classificazione ad altri sistemi, anche nel caso di rifacimenti di coperture esistenti. In pratica, scegliere la lana minerale rappresenta il presupposto tecnico per ottenere la conformità del sistema di copertura.

Schema della stratigrafia di una copertura BROOF (t3) con isolante in lana minerale e membrana impermeabile

Applicazione su coperture esistenti: come funziona il rifacimento

Ecco una versione più orientata a EdilCasa e con i punti chiave in grassetto:

Per approfondimenti sui sistemi di copertura certificati BROOF e per verificare la conformità del tuo intervento alle normative antincendio vigenti, il team di EdilCasa è a tua disposizione. Ti supportiamo nella scelta della stratigrafia più idonea, nella verifica della conformità normativa e nell’individuazione della soluzione tecnica più adatta, collaborando con professionisti qualificati per garantire sicurezza, prestazioni e pieno rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi.

Per gli edifici esistenti con impianti fotovoltaici già installati, la CEN/TS 16459 consente di adeguare la copertura senza demolire completamente il sistema esistente.

  • Su coperture già impermeabilizzate è possibile installare un nuovo strato di lana minerale con caratteristiche conformi alla norma e una nuova membrana, ottenendo la classificazione BROOF (t3).
  • Se la copertura esistente è già classificata BROOF (t3) e il supporto è in acciaio, calcestruzzo o muratura, non è necessario aggiungere un nuovo strato isolante.
  • Per i solai in calcestruzzo senza isolante sono previste soluzioni specifiche che possono evitare l’aggiunta dell’isolamento.

Il prodotto di riferimento per questa applicazione è Isover Superbac 112.5 Roofine, pannello in lana minerale conforme alla UNI CEN/TS 16459 (Paragrafo C.3.3 – Prospetto C.4), idoneo per la realizzazione di stratigrafie classificate BROOF (t3) direttamente su coperture già impermeabilizzate. Edilcasa utilizza questa soluzione nei propri interventi di rifacimento delle coperture.

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